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Sostegno alla costruzione del “Villaggio della speranza” in Tanzania
Questo progetto vuol essere una risposta ad una delle più grandi sfide del nostro tempo. Il paese è la Tanzania e la sfida è l’AIDS. Da un bilancio del 1999 dei 34 milioni di sieropositivi nel mondo, 24,5 milioni sono nell’Africa sub-sahariana, il che significa che nei prossimi anni numerosi paesi di questa fascia geografica perderanno un terzo della loro popolazione, prevalentemente nella fascia d’età media e quindi produttiva. Le vittime innocenti sono i bambini, contaminati nell’utero materno o durante l’allattamento. Inevitabilmente un terzo delle madri sieropositive trasmetterà il virus al nascituro. Più di tre milioni sono i bambini africani deceduti in questi ultimi anni e più di un milione sono quelli che vivono con il virus nel sangue destinati a morire nei prossimi anni. Molti sono gli orfani, per i quali oltre alla malattia esiste anche il problema dell’assistenza che in Africa, gia depressa da guerre e sottosviluppo, non è affrontato adeguatamente. Inoltre alcune madri HIV positive o lasceranno il loro figlio a causa della propria morte o lo abbandoneranno al momento della nascita, dando per certo che il loro bambino non vivrà, avendo contratto la stessa malattia. Questa iniziativa vuole essere un piccolo contributo per la soluzione di questo dramma. Il progetto comporta la costruzione di un villaggio denominato “Villaggio della Speranza”, costituito da 6 casette bifamiliari, 1 scuola materna, 1 dispensario, 1 laboratorio analisi, 1 fattoria, 1 officina, 1 casa per i volontari, 1 lavanderia e cucina centralizzate, 1 casa per le suore, 1 padiglione uffici, alcune casette per il personale locale, 1 scuola primaria, 1 blocco per la maternità sicura. Il villaggio iniziato verso la metà del 2001, ha finora completato le seguenti opere: la casa del volontario, 6 casette bifamiliari, 1 scuola materna,3 classi della scuola primaria, 1 fattoria, 1 officina, 2 casette per il personale, 3 pozzi per il fabbisogno dell’acqua, 1 cucina e 1 lavanderia centralizzate, il laboratorio analisi e il dispensario, la casa per le suore, gli uffici, una piccola radiologia e si stà costruendo il padiglione per la maternità sicura. Il Villaggio della Speranza ospita attualmente 10 famiglie con papà e mamme adottivi, ogni coppia si occupa di 9/12 bambini da 0 a 9 anni, tutti orfani e ammalati di AIDS, ma la notizia è ormai arrivata ai confini della Tanzania e arrivano bambini da tutti i villaggi e città, l’esigenza di strutture e cure cresce ogni giorno. Dal marzo 2003 hanno cominciato a frequentare la scuola, appena terminata, con altri bambini che vivono nei dintorni del villaggio, si è pensato di aprire la scuola anche a bambini non ammalati, in modo da evitare la ghettizzazione. Le prossime costruzioni prevedono la terza classe della scuola, la maternità che ospiterà circa 120 mamme, ogni anno, ¾ mesi prima e dopo il parto in modo che, con le adeguate cure, non trasmettano la malattia al nascituro, l’opera voluta e gestita dalla congregazione delle Sorelle Adoratrici del Sangue di Cristo si stà occupando inoltre dell’assistenza a domicilio per altri 200 bambini all’esterno del villaggio e che hanno ancora uno dei genitori, vengono curati, inoltre, anche questi genitori di questi bambini in modo che anche queste famiglie non vengano completamente distrutte da questo terribile male. [ritorna]
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